OVERLOAD

di e con la compagnia Sotterraneo

“Città della Scienza” in via Coroglio 57/104, Napoli

16 Settembre / ore 21:00

In scena: Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati, Giulio Santolini

Scrittura: Daniele Villa

Abbiamo pensato di condurre e ambientare a Città della Scienza uno spettacolo di grandissimo successo di pubblico e critica: Overload, premio Ubu 2018. Anche e soprattutto per la connotazione ‘non genericamente’ giovanile: il futuro dei figli, nei suoi ‘infiniti mondi’ per dirla alla Giordano Bruno, dove solo chi conserva per la conservazione, ha paura di compiere l’altro passo, il folle volo della conoscenza, oltre il giglio salto a volo d’angelo oltre la natura umana, al fine di migliorarla e non mortificarla; umanità ormai sovraccarica e affossata nel grigio della superfice di ciò che è. Dove ciò che è, unicamente è ciò che appare allo schermo.

Il sepolto fa paura, richiede fatica scavare. L’arte definisce. La poesia definisce.

 

L’attenzione è una forma d’alienazione: il punto è saper scegliere in cosa alienarsi. Per questo sembriamo sempre tutti persi a cercare qualcosa, anche quando compiamo solo pochi gesti impercettibili attaccati a piccole bolle luminose e non si capisce chi ascolta e chi parla, chi lavora e chi si diverte, chi trova davvero qualcosa e chi è solo confuso. Sei arrivato fin qui senza spostare lo sguardo? Davvero? E non è insopportabile questo sforzo di fare una cosa soltanto alla volta? Guardati attorno: quante altre cose attirano la tua attenzione? Ora guardati dall’alto: riesci a vederti? Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono. A volte si alzano rumori più intensi, che la nebbia riassorbe subito mentre lampeggia e risuona. Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere – persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa. Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando… in qualcosa di molto, molto veloce.

 

Fra distrazioni di massa e mutazioni digitali, ci muoviamo immersi in un ambiente aumentato dai media. Sovrastimolati dalle informazioni, viviamo in uno stato di allerta continua che gli antichi conoscevano solo in battaglia. Il rumore di fondo cresce in tutto il pianeta. Non dovremmo forse fare più silenzio e prestare più attenzione? Overload mette in scena lo scrittore americano David Foster Wallace nell’atto di pronunciare un discorso, che assume presto la struttura di un ipertesto dove link improvvisi innescano possibili azioni e immagini, creando una rincorsa continua a contenuti extra che solo il pubblico decide se attivare o meno. Il discorso di Wallace rischia di non compiersi mai, frantumato da un sistema di salti superficiali e interruzioni molto simile alla nostra esperienza quotidiana: è possibile usare questo stato confusionale per una riflessione sull’ecologia dell’attenzione?