MIMMO BORRELLI

Un anarchico poeta di strada

Si dice che non si è mai amati nel proprio paese, quando ci si spinge al di là dei sogni. Quando si è preda di quell’ingenuità sessantottina di cambiare il mondo: perché è vero, il mondo non puoi cambiarlo, cambiare il globale è impresa titanica appunto non avvicinabile alla povertà comune dell’individuo. Solo i bambini sono tollerati, in quanto proiezioni di speranze a sogni materni e paterni, vanno assecondati. Perché i sogni sono scomodi: svegliano, mettono in disequilibrio, quando sfumano provocano rabbia. Siamo qui, navigando a vista, con voi alla pari, però con la bussola dei nostri umili saperi e la sapienza dei nostri avi, della nostra storia millenaria, delle nostre memorie intonse. Abbiamo il dovere di farla riemergere questa memoria, di sognare e immaginare la bellezza. Il territorio, la poesia, il teatro, la sua gente, un concertato itinerario di passione culturale. Fuori da ogni “malaurio”, dai contesti avversi delle sovrintendenze e degli enti locali che per “disabilità conclamata al sogno”, dormienti sui materassi scomodi della burocrazia, attraverso quella stessa burocrazia avversano la nostra libertà. Lo sappiamo: siamo soli, solitari “furieste e minciuse” come un fabbro sapiente nella sua caverna. Fuori. Lo dico subito: chi scrive ramingo, rinchiuso, collerico, ma sempre vitale, è e sarà sempre Mimmo Borrelli. Un “anarchico poeta di strada”, dedito al suo artigianato, dedito a tutto ciò che un operaio della cultura dovrebbe fare: segnare il cammino, sviscerare l’umano, raccontare. La politica è fare del bene al prossimo e alla comunità: in tal senso sarebbe l’attività più bella del mondo.

Note biografiche

Considerato il più grande drammaturgo italiano vivente, le sue origini sono di Torregaveta, epicentro dei Campi Flegrei. La sua terra è al centro di ogni sua pièce: migliaia di versi taglienti, originali e icastici, in una lingua viva e allo stesso tempo reinventata da innumerevoli dialetti. Si afferma come autore grazie al Premio Riccione dove (unico caso) vince per due volte di fila (2005, 2007) riscuotendo immani consensi tra i giurati. In soli 15 anni ottiene circa 40 premi tra cui Ubu e Le Maschere. Attiva collaborazioni con artisti come Toni Servillo e Roberto Saviano, spettacoli al Piccolo di Milano e al Teatro Nazionale di Napoli. Nel 2022 viene nominato direttore artistico della Factory del Teatro Bellini di Napoli. Ha accettato l’incarico di direttore artistico di Efestoval anche per il 2022.