IL GELO

di e con Mimmo Borrelli

Chiesa delle Anime Pezzentelle

17 Settembre / ore 19 e 21

Produzione Asciaveca

In occasione del “Maggio dei Monumenti 2022” che ha reso omaggio a Eduardo De Filippo nell’anniversario della sua nascita, l’assessorato alla cultura di Napoli ed il sindaco Manfredi hanno chiesto a Mimmo Borrelli di ricordare il grande drammaturgo partenopeo alla Chiesa Santa Maria delle Anime del Purgatorio, meglio conosciuta come chiesa delle capuzzelle, cape ’e morte. Luogo ormai di grande senso e quasi storico per la personale produzione site specific di Borrelli, in perfetta e consequenziale armonia concettuale e organica con il nostro Efestoval, e nel dettaglio anche con il tema di quest’anno del festival: “il sottosuolo”.

 

Così nasce “Il gelo”, un reading semplice: un uomo dannato al freddo dell’ispirazione sul tavolaccio del suo scrittoio. Eduardo amava comporre poesie durante le pause che di rado gli concedeva l’attività teatrale, tra preoccupazioni e insonnia, tra geloni e l’artrite alle nocche delle mani e del pensiero.  Dunque Borrelli se lo immagina tra le quattro mura del suo camerino, a fissare su carta i suoi tormenti, a ripeterli e provarli magari a bassa voce, come è solito fare chi scrive. Poiché la timidezza del primo fiato alla parola è come un neonato da cullare.

 

Nella drammaturgia del racconto, se di drammaturgia si può parlare, Borrelli si sofferma, tra le tante liriche, forse a tre canti più lunghi. Tre anime del purgatorio vere e proprie, che espiano in terra la loro vita disperata: Padre Cicogna, De Pretore Vincenzo, Baccalà. Tre storie diverse segnate, però, da un comune destino di agonia febbrile e disperazione in una Napoli universo di un purgatorio vivo, dove ogni colore, ogni guizzo di gioia, immediatamente dall’altro lato svela improvvisamente un fondale nero. La morte che cammina sempre al fianco dell’umanità più viva del mondo. Il buio. Nel buio però la piccola candela della poesia può fare immensa luce.